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La ricerca farmaceutica in ambito veterinario

Cause, prevenzione e cura dei disturbi respiratori nel cavallo

Durante i mesi invernali e le stagioni intermedie le patologie respiratorie del cavallo si manifestano con una preoccupante frequenza. In questi periodi le condizioni atmosferiche sono instabili e gli sbalzi di temperatura, frequenti e drastici, non permettono al cavallo di adattarvisi determinando fenomeni infiammatori a carico delle vie aeree.
Sebbene i disturbi delle vie respiratorie rientrino nei così chiamati “malesseri stagionali” un’enorme importanza è attribuibile anche alla scuderizzazione dei cavalli.

L’incidenza di tali disturbi sale infatti fino al 60% della popolazione equina scuderizzata contro un 2-3% degli animali allo stato brado. Ci sono però piccoli accorgimenti per migliorare il microclima del box e assicurare una maggiore salubrità all’ambiente in cui il cavallo è custodito:

  • Una corretta ventilazione delle strutture e, dove possibile, l’apertura completa delle porte lasciando come unico ostacolo all’uscita del cavallo una fune spessa, l’utilizzo di lettiere in trucioli in grado di trattenere meglio l’ammoniaca, un corretto dimensionamento dei box e un’appropriata altezza delle strutture permettono un ricambio d’aria più efficiente.
  • Una buona copertura vaccinale nei confronti del virus influenzale ed erpetico (che ha manifestazioni respiratorie molto frequenti e non solo abortive), è necessaria per immunizzare il cavallo e diminuire la sua esposizione a questo tipo di infezioni.

 

Per i cavalli sportivi – che di solito si spostano frequentemente – è fortemente consigliato avere la massima copertura vaccinale perché possono entrare in contatto con virus provenienti da varie regioni europee ed extra europee. Le competizioni sportive riuniscono infatti un grande numero di cavalli in spazi relativamente ristretti, amplificando così la possibilità di trasmissione degli agenti patogeni. In queste circostanze individui infetti che manifestano solo sintomi generici come stanchezza o inappetenza, possono contagiare facilmente individui sani ma non sufficientemente protetti. Inoltre non bisogna dimenticare che lo stress legato al viaggio e alla competizione abbassa le difese immunitarie di tutti i cavalli sportivi rendendoli così più sensibili sia all’infezione che al manifestarsi della malattia.
 
Sono quindi sia fattori fisici che atmosferici a causare l’irritazione delle mucose respiratorie, e se a questi si aggiungono agenti biologici come virus, batteri e spore fungine, i cavalli rischiano disturbi respiratori anche importanti.
 
Indipendentemente dalla loro origine, il sintomo più frequente in un disturbo delle vie aeree è l’iperproduzione di muco. Il muco è una sostanza fluida che in condizioni normali è presente nell’albero respiratorio dove esercita una funzione protettiva. Esso dapprima intrappola il pulviscolo atmosferico e gli agenti biologici quali pollini, spore, funghi, batteri e virus e successivamente provvede alla loro espulsione attraverso il movimento ondeggiante di ciglia vibratili che, durante l’espirazione, accompagnano tutto verso l’esterno. Essendo normalmente molto fluido, il muco ha anche una funzione lubrificante e umidificante dell’aria inalata.
 
In condizioni patologiche però esso aumenta in quantità e tende a mutare nell’aspetto diventando catarro. A seconda della gravità e della situazione infiammatoria, il catarro – più solido e vischioso del muco – viene prodotto copiosamente e può assumere colori e caratteristiche diverse.
Per liberare le vie aeree dall’accumulo di catarro, la terapia d’elezione è ancora oggi l’N Acetil-Cisteina (NAC), un mucolitico in grado di sciogliere velocemente le intricate molecole che lo compongono. Rispetto ad altri principi attivi, i farmaci per cavalli a base di NAC sono acquistabili a banco, senza ricetta medica. Si possono utilizzare in qualsiasi momento della competizione perché la NAC non è considerata una molecola dopante, a differenza del clenbuterolo o della dembrexina che provocano una dilatazione delle vie aeree e un maggiore apporto di sangue ai muscoli alterando così le prestazioni atletiche del cavallo.
Anche la teofillina ha effetti broncodilatatori importanti – ed è quindi molto usata nei cavalli che manifestano bolsaggine – ma è considerata dopante e rilevabile nel sangue e nelle urine per molto tempo dopo la terapia.
 
A seconda dalle caratteristiche della patologia respiratoria e della gravità dei sintomi, il medico veterinario di fiducia potrà indicare quale sia la terapia adeguata anche in considerazione di eventuali infezioni secondarie che possono essere affrontate mediante la somministrazione di sulfamidici (sulfametossazolo e trimetoprim per il cavallo) o antibiotici.
 
Nei casi meno gravi o al fine di prolungare l’effetto delle terapie farmacologiche, è possibile utilizzare prodotti a base di erbe. I prodotti naturali hanno il vantaggio di non contenere molecole bandite dalle competizioni, ma al contempo di facilitare il movimento delle ciglia dell’apparato respiratorio che così possono allontanare polvere e le impurità intrappolate nel muco attraverso i colpi di tosse. Le proprietà balsamiche delle erbe, inoltre favorendo una normale dilatazione dei bronchi e un regolare apporto di ossigeno, si rivelano particolarmente utili per cavalli e ponies scuderizzati che manifestano allergia alla polvere, nonché durante gli allenamenti e l’esercizio fisico sia intenso che moderato.
 

In caso di disturbi respiratori, prova Respimin

Respimin contiene macroelementi ed erbe scelti per le loro peculiari proprietà benefiche nel sostegno delle funzionalità respiratorie. Grazie alla sua formulazione unica Respimin stimola il rilascio di muco facilitandone l’espulsione attraverso la tosse.
Respimin non è una sostanza bandita nelle competizioni, ma in ogni caso consigliamo di prestare attenzione ai diversi regolamenti che disciplinano le manifestazioni sportive.

Respimin